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REALITY ‘80 Il ‘decennio degli effetti speciali’ a Milano fino al 23/2

Se Umberto Eco in piena Tangentopoli definì gli anni ’80 come il ‘decennio degli effetti speciali’, REALITY ’80 si potrebbe immaginare come il caleidoscopio visivo dell’epoca.

Analogamente al fantasmagorico strumento ottico, la mostra – allestita fino al 23 febbraio presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese – si propone come l’avvicendamento in libera sovrapposizione cronologica e tematica di cultura, società, spettacolo, arti, design e grafica della ‘Milano da bere’.

Il tipo di narrazione del progetto espositivo – a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio, con la consulenza scientifica di Valentino Catricalà e Mario Piazza – è quello di un intreccio continuo di storie e figure riferibili al decennio 1980-1990, all’interno di una ripartizione tematica e allestitiva costruita per frammenti monumentali e reperti tratti da eventi salienti – come l’attentato a Papa Wojtyla o il congresso del PSI all’Ansaldo – affiancati da oggetti ‘cult’ tra cui il circuito dinamico del Pac-Man nel formato Arcade tower da sala giochi.

Un asse temporale compreso fra il noto manifesto dell’amaro Ramazzotti proveniente da uno scatto di Mario De Biasi e il re-make scenico-segnico di Keith Haring per il Muro di Berlino.

All’interno di questa ricostruzione per frammenti, lo spettatore spazia tra la piramide di Filippo Panseca, affiancata dalle Sculture Biodegradabili del decennio precedente che ne hanno preparato il terreno concettuale, procedendo attraverso una selezione di opere provenienti da quella fucina artistica che fu la Brown Boveri di Milano. In mostra anche l’imponente teoria di manifesti politici tratti dal progetto di identità visiva curato da Ettore Vitale per il Partito Socialista, primo caso di immagine coordinata elaborata per un partito politico in Italia, e da Giuliano Vittori per l’Estate Romana durante l’amministrazione di Giulio Carlo Argan e Renato Nicolini.

La doppia sequenza è affiancata da decine di oggetti iconici del design Milan made dove spiccano: le cover di Stefano Tamburini, le parodie disneyane di Massimo Mattioli con i poster di Sergio Calatroni per il ciclo ‘Afro City’, fino alle ambientazioni di Mario Convertino per ‘Mister Fantasy’ e ‘Frigidaire’.

Scritto da

Frizz

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