Intervista-Gennaro-Bisogno

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He-y, come on ou-t!: la favola a sfondo ecologista di Gennaro Bisogno

Una favola contemporanea a sfondo ecologista, un tributo al noto scrittore di fantascienza giapponese Shinichi Hoshi. “He-y, come on ou-t!” del visual designer e motion grapher Gennaro Bisogno è un vero e proprio racconto, dai toni fantastici, che rappresenta gli attuali problemi ambientali con estrema sensibilità e semplicità, seguendo una comunicazione tanto diretta quanto delicata.

“L’idea – ha raccontato Bisogno, nato in Uruguay, cresciuto in Trentino, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia in Grafica d’Arte prima e Nuove Tecnologie per L’Arte poi – nacque dalla volontà di illustrare un racconto che trattasse temi di sensibilizzazione ambientale. Ne lessi diversi, ma la maggior parte aveva toni troppo cupi rispetto allo spirito con cui avrei voluto affrontare il progetto. Poi scoprii Shinichi Hoshi e il suo racconto mi affascinò immediatamente. Così iniziai ad abbozzare i primi schizzi ai quali seguì una lunga ricerca visiva”.

“Consultai archivi di immagini online, libri di moda, design e architettura – ha ricordato ancora il graphic designer – per prendere spunto rispetto all’immaginario del Giappone degli anni ‘70 (epoca e luogo dove è ambientato il racconto). Volevo che le illustrazioni evocassero quel periodo e quelle atmosfere che per quanto distanti in un certo senso appartenevano, in parte, ai miei ricordi. Come molti, infatti, sono cresciuto con anime e manga e la cultura giapponese filtrata da film e fumetti mi è sempre stata cara e i paesaggi e le immagini che scoprivo nel corso della ricerca non mi risultavano del tutto nuove”.

Per quanto riguarda la realizzazione dell’edizione, ha precisato Bisogno, “sperimentai molto. Le illustrazioni sono quasi interamente digitali ma partono da un base grafica a matita e inchiostro. Inizialmente feci diversi studi dei personaggi e delle ambientazioni prima di impostare le composizioni delle tavole. Volevo che il lettore vedesse lo svolgersi delle scene dall’alto e che scoprisse, a poco a poco, un mondo lontano ma credibile sotto i suoi piedi. Un punto di vista distante che si spostasse in diversi territori narrativi alla ricerca di qualcosa non visto ad un primo sguardo“.

“Oltre che soddisfatto dell’esperienza con LemonPrint devo dire che sono molto sorpreso. Quando mi fu proposta la pubblicazione – ha proseguito Bisogno – mi sembrò una coincidenza incredibile perché avevo da poco terminato di illustrare e impaginare il racconto ed ero alla ricerca di uno stampatore/editore. Avevo il file nel cassetto per così dire e quindi accadde proprio nel momento giusto”.

In generale ho davvero apprezzato l’iniziativa. L’idea di creare un network di illustratori e creativi emergenti per promuovere la nascita di un servizio di stampa a loro dedicati mi sembrò formidabile”.

Quali sono i tuoi riferimenti creativi?

“Provengo dall’intreccio di diversi ambiti: cinema, motion graphic, illustrazione, progettazione grafica. Ci sono chiaramente dei punti cardinali in quello che potrei definire la mappa delle mie ispirazioni. Alcuni nomi provengono dall’illustrazione editoriale, come l’illustratore svedese Björn Öberg o l’inglese Jing Zhang. Altri legati al mondo dell’animazione come l’olandese Rafael Varona o, per rimanere in Italia, Loris F. Alessandria“.

“Per quanto riguarda il racconto in sé – ha spiegato – i riferimenti sono stati davvero molti, passando dai film di Hayao Miyazaki, in particolare Lupin III del 1979 e la Città Incantata, ad Akira di Katsuhiro Ōtomo. Per alcune soluzioni compositive ho guardato invece molto alle intuizioni narrative del gruppo tedesco-canadese eBoy o dei francesi dello studio Paiheme“.

Cosa vorresti poter fare con LemonPrint?

“Ad oggi ci sono molte realtà di stampa online e quello che mi ha colpito è stata l’intenzione di dare spazio ad autori emergenti per costruire una collaborazione tra autore e stampatore. Un dialogo concreto che ha dato davvero ampio spazio di espressione”.

“Sicuramente trovo interessante la dimensione di stampa personalizzata che viene cucita su misura rispetto ad un progetto. Se pensassi ad eventuali nuove collaborazioni con LemonPrint sicuramente sarei interessato ad un rapporto di collaborazione dove la stampa non è solo l’ultima fase ma si interseca con la parte progettuale”.

“In questo senso – ha concluso Bisogno – immaginare una realtà che non solo stampa il file digitale ma instaura un rapporto editoriale con l’autore lo trovo veramente stimolante”.

Scritto da

Frizz

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