LemonPrint-Glossario-tipografico

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“L” come LemonPrint, “l” come lastra, layout o linotype…

Nomi che in ambito tipografico sono molto frequenti spesso non vengono utilizzati nel linguaggio comune. Ecco quindi un breve glossario dedicato alla stampa e ispirato proprio al nome LemonPrint.

L come…

L: come lastra, layout o linotype.
Nel primo caso si tratta del sostegno di zinco dove si fissano le immagini destinate alla stampa. Gli altri due termini, invece, si riferiscono rispettivamente all’organizzazione (grafica) di tutti gli elementi di cui è costituito, ad esempio, un annuncio – dalle immagini ai testi – e alla macchina per comporre e giustificare in maniera automatica le linee dei caratteri di testo.

E: come Elzeviro, expanded ed extra bold.
Con questi termini si intende: uno stile di carattere tipografico; un vocabolo del mondo della tipografia che serve a definire un carattere largo; un carattere con aste caratterizzate da uno spessore particolarmente forte.

M: come manifesto, margini e matrice.
Se il manifesto – tipico prodotto editoriale spesso utilizzato per la promozione di eventi – è un termine più comune anche nel linguaggio non esclusivamente della stampa, i margini e la matrice lo sono probabilmente meno. I margini ‘di sicurezza’ vengono inseriti esternamente al documento di stampa per delimitare i bordi dove poi avverrà il taglio, la matrice, invece, non è altro che un blocco prismatico incavato su cui è riportata una lettera.

O: come occhiello, offset e opuscoli.
L’occhiello è la sezione superiore di un carattere tipografico; la stampa offset si basa sul fenomeno di repulsione chimico/fisica tra liquidi e sostanze, quali acqua, inchiostro e di altri composti; l’opuscolo è un prodotto editoriale, spesso utilizzato per promozioni e pubblicità, dai diversi formati e foliazioni.

N: come negativo, neretto e nitidezza.
Se il negativo è il testo non stampato, il neretto è il peso del carattere. La nitidezza è riferita alla ‘pulizia’ della stampa ed è legata alla risoluzione dell’immagine.

P come…

P: come packaging, paragrafo e pdf.
Tre termini tipografici riferiti a settori diversi tra loro: il primo è la confezione nella quale inserire e inviare il prodotto finito, il secondo è la suddivisione di ogni capitolo di un testo, il terzo, infine, è la sigla di Portable Document Format, ovvero uno dei vari formati di file.

R: come refuso e rilegatura.
Un refuso è un errore (anche semplicemente ortografico) presente nel testo, mentre la rilegatura è l’operazione con cui si uniscono le diverse parti di un prodotto stampato con più pagine.

I: come impaginazione e incunabolo.
L’impaginazione riguarda la composizione della pagina, appunto, dal titolo alla disposizione delle immagini. L’incunabolo è un documento, un libro stampato tra il 1400 e il 1500 attraverso la tecnico dei caratteri mobili.

N (bis): come nero, newsletter e numero zero.
Il nero, come è risaputo, rientra tra i colori della quadricromia, che sono, oltre al nero, ciano, magenta e giallo. La newsletter è un’informazione, un aggiornamento inviato con periodicità, generalmente dalle aziende ai propri clienti. Il numero zero è la copia di prova di un giornale, periodico, magazine o rivista in generale e viene stampata prima della sua effettiva pubblicazione.

T: come tiratura e tonalità.
Riguardano rispettivamente il numero delle copie stampate di una precisa pubblicazione e l’attributo distintivo di un colore.

Scritto da

Frizz

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Illustrazione e visual design: ‘G’ di Giovanni Gastaldi